Una questione privata di Beppe Fenoglio - di Alessandra Marinaccio

La storia è ambientata nell’anno 1944 durante la Resistenza Partigiana sulle colline intorno ad Alba ed è un diario che narra quattro giorni di una dura guerra. 
In questo racconto, vengono presentati dei personaggi più o meno rilevanti ma i principali sono Milton, che è il protagonista, Giorgio, che è l’antagonista e Fulvia. Milton è un giovane partigiano e con il suo compagno Ivan sta marciando su un sentiero.  Ad un tratto, Milton devia dal percorso e si trova davanti alla casa di Fulvia. Ivan preoccupato per Milton che si sta esponendo su una strada asfaltata per raggiungere la casa, lo richiama facendogli notare il rischio, ma egli entra ugualmente nei cancelli della villa.  Passando sulla stradina che porta all’entrata della casa, a Milton ritornano in mente i ricordi di Fulvia. Milton era un bravo scrittore e  traduttore e proprio questa sua virtù lo obbligava a scrivere delle lettere a Fulvia.  La prima volta che Milton andò a casa di Fulvia fu invitato per tradurle un brano, e mentre lui traduceva, lei rimaneva incantata dalla sua bravura.  Nel frattempo Ivan lo aspetta all’entrata del cancello, mentre l’attenzione di Milton viene richiamata dalla custode.  La custode riconosce Milton e il giovane le chiede informazioni su Fulvia.  La donna lo informa che non ha più notizie da tempo della ragazza. Milton chiede alla custode il permesso di visitare per l’ultima volta la casa della signorina.  La donna gli concede questo desiderio e corre ad aprire a Milton che, appena all’interno dell’abitazione, sente riaffiorare in mente i ricordi.  La custode, guardando Milton, si ricorda di quando il giovane partigiano veniva a trovare Fulvia e gli confessa che quando Fulvia stava con lui, si sentiva sicura perchè Milton e Fulvia parlavano per ore quando si incontravano, cosa che la stessa non faceva con Giorgio. Infatti, l’ex compagno di brigata di Milton, veniva a far visita a Fulvia troppo spesso, soprattutto di notte e lei, per dovere di custode, origliava ma non sentiva nulla.  Poi, aveva scoperto che Fulvia usciva e ritornava a casa sempre più tardi accompagnata da Giorgio fin quando, una sera, tornò sola e non vide più il giovane in casa della signorina; ma ben presto scoprì che si davano appuntamento fuori e questo andò avanti sino alla partenza di Fulvia per Torino. Milton si fa dare dalla custode informazioni precise sulla data della partenza di Fulvia per Torino e cerca di ricordare dove si trovava quel giorno. Dopo aver finito il giro della casa, Milton saluta e ringrazia la donna.  Milton e Ivan tornano a Treviso nel tardo pomeriggio e la guardia di nome Gilera va loro incontro. Milton precede Ivan e Gilera gli chiede cosa hanno visto ma Milton,sorpassandolo senza rispondergli si dirige verso la postazione del comandante di brigata.  Intanto, Milton decide di aspettare Leo al comando.  Allora, il giovane entra nella stanza lampada e gli chiede, per il giorno seguente, mezza giornata libera per poter andare a parlare con Giorgio che presta servizio a Mango. Leo gli concede tutto il tempo di cui ha bisogno e, prima di congedarlo, gli chiede informazioni sulla situazione ad  Alba. Milton lo informa dei suoi avvistamenti e se ne va. Milton non vede l’ora di andare a Mango per conoscere, finalmente, la verità.  Il mattino seguente, Milton giunge a Mango e viene immediatamente informato da Moro che Giorgo non è ancora tornato dall’escursione con la sua compagnia. Poco dopo le sette del mattino, sente arrivare una compagnia e, anche se è quella di Giorgio, viene informato che il suo amico è rimasto indietro e, a questo, collega le manie di Giorgio con il quale aveva una cosa in comune: fare tutto da solo. Milton torna in paese e si reca alla mensa dove, lo sceriffo, gli racconta quello che è successo a lui e alla sua compagnia il giorno prima della scomparsa di Giorgio. A Milton, viene spiegato il litigio tra Jack a Giorgio. Lo scontro viene poi interrotto dallo sceriffo e l’attenzione dei presenti è richiamata dalla nebbia che circonda tutto il paesaggio circostante.  Ma i partigiani decidono di partire e, durante la strada, Giorgio fa perdere le sue tracce. Milton lascia detto ad alcuni uomini di guardia di mandargli Giorgio quando sarebbe tornato a Mango ma la sua attenzione è richiamata da Frank che lo informa di una brutta notizia: Giorgio è stato preso.  Milton chiede ulteriori informazioni al contadino che ha avvisato Frank e, subito dopo, si reca al comando dove Pascal si informa se le brigate minori hanno dei prigionieri da poter barattare con Giorgio. Milton si allontana e, prima di partire viene raggiunto da Frank.  Dopo avergli spiegato le sue intenzioni, Milton va in cerca di un cambio prigioniere per Giorgio. Milton decide di farsi prestare un cambio dai comunisti e si dirige da Hombre, un suo amico.  Il suo piano consiste nel farsi prestare un prigioniero e poi mandare avanti un prete per poterlo scambiare, sulle montagne di Alba, con Giorgio.  Milton cammina verso il quartier generale di Hombre e non appena arrivato esce allo scoperto una sentinella che lo accompagna alla postazione del luogo. La sentinella gli fa percorrere una stradina che conduce ad una casetta dalla quale Milton vede uscire un uomo di nome Nemega che gli rivolge alcune domande.  Milton dopo aver ricevuto la notizia che Hombre non c’è, espone il suo problema a Nemega che, per spiegare meglio il perché non hanno ostaggi da prestare al giovane partigiano, chiama Paco. Milton incontra Paco e si ricorda di lui perché anch’esso era un Badogliono. Dopo una discussione tra i due, Milton espone la questione di Giorgio a Paco.  A sera, Milton invece di essere a Treviso con Leo, si trova nella casa di una anziana signora, vicino a Canelli. La donna gli fa notare che ha la febbre e gli offre protezione per la notte ma Milton, dopo aver controllato le armi, rifiuta e decide di andare a dormire sulla collina. Milton, passa la notte in collina e, la mattina seguente, viene svegliato da un gallo e da un cane. Guarda giù dalla collina e nota che il paese è deserto e poi si incammina verso Canelli.  Ad un tratto sente dei rumori provenire dalla strada e, secondo lui, si tratta di una colonna di camion e si getta nel fiume a lato della strada e, alla cieca, lo attraversa.  Dai camion, scendono dei soldati e Milton li riconosce: sono i soldati della San Marco di Canelli. Alle ore sette, il giovane badogliano, decide di salire sulla collina dall’altra parte della piazza , da lì, passa sul sentiero che porta alla cresta e poi, giunto in vetta, entra in una boscaglia dove incontra alcune persone che stanno spiando i fascisti. Il giovane dopo aver dialogato con loro, si dirige verso Canelli. Dopo un paio di ore di cammino, Milton arriva a casa sua dove sua madre, incredula, lo abbraccia e lo riempie di domande. Alle ore dieci, il giovane si incammina verso la cresta della collina che si trova sopra Canelli. Scendendo dalla montagna, per non farsi vedere, entra nella vigna di una casa e, una donna dopo averlo riconosciuto come badogliano, gli fa delle domande.  Parlando, la donna fa sapere a Milton che un ufficiale fascista, passa da quelle parti tutte le sere e, Milton, decide di catturare quest’ultimo per utilizzarlo come cambio prigioniero con Giorgio. Milton, ad un tratto, sente arrivare l’ufficiale e con un balzo gli è alle spalle e gli punta la pistola alla schiena. Dopo avergli confermato che non lo avrebbe ucciso se non in particolari e spiacevoli circostanze, il giovane conduce il suo prigioniero sul sentiero che porta a Canelli. Ad un certo punto Milton gli spiega dove dovranno passare e, subito dopo, il fascista disobbedisce ad un ordine del giovane partigiano che, senza esitare, gli spara. Milton, incontra a Trezzo Fabio un suo ex-compagno di brigata. Dialogando con lui di Giorgio e, secondo Fabio, il loro giovane amico partigiano è ancora vivo perché nessuno del paese li ha informati della sua fucilazione. Siccome è stanco, Milton decide di fermarsi lì a dormire e si reca con gli altri partigiani nella stalla.  Per Milton l’unica soluzione che trova alla sua confusione mentale riguardo a questa faccenda, è di tornare dalla donna e farsi rispiegare la storia.  Milton si dirige quindi verso la casa di Fulvia. Il giovane ripercorre la strada che aveva fatto con Ivan e, camminando inciampa.  Quando si rialza, vede davanti a sé dei fascisti e, di istinto scappa giù per la montagna.  Dopo un lungo inseguimento, i soldati lo uccidono. 

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