Giovanna la fanciulla guerriera di Louis de Wohl LETTURA N.1

Ragazzi! Ricordate il compito di italiano sul primo libro da leggere per il giorno lunedì 10 ottobre (compito sabato 15 ottobre). Qui sotto il mio contributo:





Giovanna la fanciulla guerriera

di Louis de Wohl

Prof. Luigi Gaudio

L’autore
Questo nostro contributo si pone accanto agli altri, già presenti in rete e
su youtube, su alcuni romanzi storici di Louis de Wohl, esperto del genere,
quali: "L'albero della vita" su Elena e Costantino, "Attila", “Il gioioso
mendicante” su San Francesco, e “La liberazione del gigante” su Federico II e
San Tommaso.
Chi è Giovanna d’Arco?
È semplicemente una ragazza che lascia i suoi genitori, il padre, il
contadino Jacques, e la madre Isabelle detta la Romèe (la Romea) per portare
avanti un compito che le è stato indicato da alcuni santi. Così si trasferisce
dallo zio Durand Laxart, perché la vita è un’avventura con un compito che
possiamo realizzare solo noi, e tocca solamente a noi andare fino in fondo a questo.
Ancora una donna protagonista nel medioevo!
Già nella sua famiglia si era distinta più la madre, per l’idea testarda e
pericolosa di andare da sola in pellegrinaggio a Roma, più che il padre. E sarà
così anche alla fine del romanzo, senza voler anticipare ancora nulla adesso.
Giovanna si inserisce nel solco delle grandi Matilde, Eloisa, Caterina, che, a
dispetto della loro fragilità tipicamente femminile, saranno protagoniste
nell’Europa medievale più di quanto lo potessero essere le donne nella tanto
decantata Atene “democratica”.
Giovanna è un simbolo dell’Europa e della sua storia
Non si tratta di essere cristiani, o credere alle “Voci” che sentiva Giovanna
(come è simile la sua storia a quella di Caterina, patrona d’Italia). Ma si
tratta di riconoscere che Giovanna ha contribuito a far sì che la Francia e
l’Europa siano quello che sono oggi. Giovanna ci insegna l’amore per la patria,
la bandiera, l’insegna.
Di fronte alla provocazione vivente che è Giovanna gli "uomini" si pongono in
maniera diversa, tanto che possiamo individuare tre categorie, che
corrispondono a tre diversi atteggiamenti
1) Gli scettici pentiti
Fin da subito di fronte al compito che Giovanna propone candidamente, si
formano come tre schieramenti: il primo è di quelli che sul principio mostrano
diffidenza di fronte alla piccola contadina di Domrémy (casa di Remigio, il
primo santo che incoronò un re francese, Clodoveo), ma poi intelligentemente
cambieranno idea quando vedranno di cosa è capace Giovanna, e sono: il capitano
del forte di Vancouleurs, Robert de Baudricourt, lo stesso Delfino che poi
diverrà re, il difensore di Orleans, Dunois, e molti altri.
2) I fedeli seguaci
Intuiscono subito il valore di Giovanna Bertrand de Poulengy e Jean de Metz
(aiutanti di Baudricourt), il duca D’Alençon, il suo paggio Louis de Contes,
Jean, signore d’Aulon, Florent d’Illiers, scrivano al servizio della corte
reale, e il violento, ma fedele, La Hire. (leggi a pag. 81)
3) Gli scettici inguaribili
Non capiscono le virtù di Giovanna, e per questo andranno incontro a tremende
delusioni o alla morte, e sono grandi potenti, come l’arcivescovo Regnault di
Chartres, il duca de la Trémoille e il signor de Gaucourt, o uomini più umili,
come il porta-stendardo di Orleans, Jean de Gamache, o una povera guardia del
castello di Chinon (dove Giovanna aveva incontrato il Delfino) che l’aveva
ingiuriata e poi quello stesso giorno era annegato nel fossato.
Lo stendardo o la spada?
Per lei era più importante lo stendardo che la spada. È con quello che ha
trascinato il suo popolo e vinto le sue battaglie. Per lei l’insegna è più
importante della spada. Te ne ricorderai, Europa, in questi nostri tempi così
violenti e barbari? (Leggi pag. 78-79)
(Anche oggi) vince la sensibilità femminile o l’arroganza maschile?
Giovanna è una donna seria con se stessa e con gli altri, decisa, determinata
e forte interiormente, anche se è solo una fragile diciassettenne. Al contrario
gli uomini sembrano grossi, ma sono deboli, e poco seri con la vita: scherzano,
imprecano, ingiuriano, bestemmiano, insultano e le loro sconfitte sono la
diretta conseguenza della loro sciatteria (leggi pag. 83)
Il rispetto per i nemici
Giovanna non infierisce contro il nemico. Li invita tre volte ad arrendersi e
lasciare l’assedio di Orleans prima di lasciare la parola alle armi, e prega per
la salvezza della loro anima, quando muoiono sul campo (leggi pag. 105)
L’abilità strategica di Giovanna
Giovanna è leale, dice in faccia quello che pensa, decisa senza
tentennamenti, coraggiosa, capisce che occorre attaccare nell'istante in cui i
nemici sembrano vincere, e proprio per questo allentano i ranghi e lasciano
spazio all’imprevista reazione dei francesi. Grazie a questo Giovanna conquista
uno dopo l’altro le fortificazioni degli inglesi attorno ad Orleans
La slealtà degli uomini
Al contrario gli uomini, i comandanti delle guarnigioni di stanza ad Orleans,
malgrado il delfino di Francia le abbia affidato il comando, non accettano che
una giovane adolescente sia superiore a loro, vogliono prendere loro le redini
del combattimento (come hanno fatto in modo fallimentare fino all’arrivo di
Giovanna) nascondono le loro mosse a lei, ma sono immancabilmente smentiti
dai fatti, e Giovanna è costretta a rimediare alle loro sconsideratezze.
La stupidità degli uomini
Anche gli inglesi (sempre uomini) mostrano la loro stoltezza quando,
appostati nella foresta di Patay pronti a cogliere i francesi di sorpresa, si
lasciano ingolosire dalla presenza di un cervo, partono alla caccia di questo
cervo, a questo punto sono avvistati e travolti dai francesi, ma Giovanna si
mostra sempre rispettosa dei nemici. (leggi pag. 150).
Verso Reims
A questo punto sconfitte le roccaforti inglesi di Jargeau, Meung e Beaugency,
neutralizzate o consegnatesi a Giovanna le città borgognone di Auxerre, Troyes e
Chalon, Giovanna si dirige a Reims dove inutilmente Pierre Cauchon, vescovo di
Beauvois, cerca di convincere il sindaco di serrare le porte a Giovanna, quando
ormai i cittadini e i soldati gliele avevano già aperte.
L’incoronazione di re Carlo VII
Con l’unzione del delfino, ormai divenuto re con il nome di Carlo VII, si
compie la duplice missione di Giovanna, di 1) liberare Orleans dall’assedio e 2)
condurre il delfino a Reims perché sia consacrato.
Verso Parigi
A questo punto Giovanna si dirige verso la capitale, ancora in mano agli
inglesi, ma, privata dei suoi migliori e fidati luogotenenti (leggi pag. 174)
viene catturata dal duca di Luxemburg, alleato degli inglesi, e poi venduta per
6000 franchi agli stessi inglesi, più interessati a lei, e disposti a pagare,
più dello stesso re francese, che pure era divenuto tale grazie a Giovanna.
Il processo
Come magistralmente ha rappresentato nel suo film Dreyer, condotta a Rouen e
sottoposta a processo dal suo nemico acerrimo Pierre Cauchon, fu bruciata,
condannata al rogo come eretica, malgrado molti ecclesiastici, poi cacciati,
volessero assolverla. Lei si dichiara martire e profetizza la sconfitta
definitiva degli inglesi nella Guerra dei Cent’anni, che sarebbe avvenuta nove
anni dopo. (leggi pag. 191, 193 e 195)
La riabilitazione
Infatti cinque anni dopo la morte di Giovanna, Parigi aprì le porte al re, i
Borgognoni si allearono con i Francesi, e gli Inglesi rimasti isolati si
arresero e lasciarono il continente.
Per opera di sua madre Isabelle, che tornò anche a Roma dal Papa Callisto III,
nel 1456 Giovanna fu riabilitata, e una copia della sentenza fu stracciata nel
meticoloso contro-processo voluto dal Papa. (Leggi pag. 200-201)

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