Robin Hood di Alexandre Dumas - di Claudia Gerbino

Nell’anno 1170, da poco più di cento anni l’Inghilterra, abitata dai Sassoni, è stata invasa dai Normanni, un popolo originario della Normandia.
Il territorio Inglese era suddiviso in contee, dove a rappresentare il re vi era lo sceriffo, capo dei soldati e amministratore di giustizia della propria contea; gli sceriffi venivano nominati dal re, ma in molti casi, col passare degli anni diveniva ereditario.
Durante questi anni il re dell’Inghilterra era Enrico II, e l’Inghilterra era ancora cattolica, il più importante vescovo era l’arcivescovo di Canterbury.
Quindici anni dopo la morte del vero padre, Robin, allevato in semplicità ma capace di leggere e scrivere, cosa che a quei tempi era straordinaria non solo tra i poveri, divenne un grande arciere, ma non sapeva la sua origine, si chiamava Robin, e portava il cognome dei genitori adottivi, Head, tramutato poi in Hood.
Robin insieme all'Allegra Compagnia della Foresta che stava formando combatteva contro i ricchi e contro il barone Fitz Alvine che cercava in ogni modo di sconfiggere il gruppo della foresta di Sherwood. Per sfortuna di Robin il barone uccise i suoi genitori e lui rimase circondato solo dall'affetto dei suoi amici: Allan Clare, William il Rosso, Little John e Albert.
Per anni la compagnia di Robin Hood continuava a lottare contro il perfido barone, il quale voleva sempre disfarla condannando alla forca tutti i suoi componenti. Dopo un po' tutti gli amici di Robin dovettero lasciare la foresta e lui si ritrovò con il gruppo un poco smembrato. Quando i suoi migliori amici tornarono dai loro viaggi organizzarono un matrimonio a tre coppie, cioè: Robin e Marianne, Allan e Lady Christabel, William e Maud.
Dopo il regno di Riccardo cuor di leone, sui normanni governava sir William Grey, un uomo cattivo, che uccise la moglie di Robin, Marianne con una freccia.
Robin non era più lo stesso, non riusciva più a difendere il nome delle sue terre, dei suoi amici e della sua compagnia e  si stava ammalando.
Little John gli consigliava di curarsi, e così andarono da una suora, cugina di Sir Guy di Gisborne, che era stato ucciso da Robin.
Egli non sapeva di trovarsi in quel pericolo, ma la suora ,che conosceva il suo nome, anziché di curarlo gli diede una spinta in più per morire. Robin aveva perso molto sangue e capì di essere stato ingannato e con le ultime forze rimaste suonò il corno, il segnale di pericolo. John lo sentì, accorse da lui e lo portò sul luogo dove era stata sepolta Marianne. Quando Robin morì fu sepolto accanto a sua moglie, come desiderava. Pochi giorni dopo la compagnia dovette subire un altro lutto: la morte di John.
Claudia Gerbino

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