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Il bene e il male nella Divina Commedia - di Marta Armelloni

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Nella Divina Commedia di Dante è evidente la contrapposizione tra bene e male, il primo rappresentato ideologicamente dal Paradiso, il secondo dall'Inferno. Tra questi Dante interpone un luogo di passaggio, il Purgatorio, dove ci sono peccatori non peggiori di quelli dell’inferno, ma qui c'è spazio solo per la riflessione e il pentimento, perché attraverso il cammino, il pellegrinaggio verso Dio, l’anima aspira alla redenzione. Il male nella sua concretezza visibile è il buio, quello dell’oscurità della selva infernale, dal quale sono bandite le stelle. Essendo il male un concetto relativo, è naturale chiedersi come abbia fatto Dante a distinguere le varie specie di peccati, a determinare la gravità delle colpe e delle pene dell'Inferno. Dante seguì Aristotele, che distinse i peccati in ordine crescente di gravità: incontinenza, violenza e malizia; Infatti nei primi 5 cerchi dell’Inferno sono puniti i peccati di incontinenza, poi nel basso Inferno ci son…

“Giorgio Perlasca: un eroe italiano" tesina in power point esame di stato 2018 di Michael Zeffiro 5^G

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“Giorgio Perlasca: un eroe italiano" tesina in power point esame di stato 2018 di Michael Zeffiro 5^G


Felicità e benessere materiale di Rebecca Rossiello

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Gran parte degli intellettuali ha considerato e continua a considerare il tema della felicità troppo disimpegnante per essere trattato. Bauman, al contrario, non ha avuto paura di parlare di quella che è l’aspirazione che accomuna l’intera umanità. Spiegando cos’è la felicità nel documentario “La Teoria svedese dell’amore”, il teorico ha detto che “non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà. Tanto più siamo in grado di combattere, lottare, di fare scelte significative, tanto più si accorcerà la distanza che ci separa dalla felicità. Secondo Bauman a contribuire a dimenticare la felicità sono stati la smania del desiderio e il consumismo di massa. Inoltre, Bauman sosteneva che la felicità dovesse essere un obiettivo a cui tendere, cioè il fine quotidiano della nostra esistenza, perché la cosa più sbagliata da fare è 'desiderare il desiderio più che la realizzazione di ess…

Il bene e il male nella Divina Commedia di Marta Armelloni

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Nella Divina Commedia di Dante è evidente la contrapposizione tra bene e male, il primo rappresentato ideologicamente dal Paradiso, il secondo dall'Inferno. Tra questi Dante interpone un luogo di passaggio, il Purgatorio, dove ci sono peccatori non peggiori di quelli dell’inferno, ma qui c'è spazio solo per la riflessione e il pentimento, perché attraverso il cammino, il pellegrinaggio verso Dio, l’anima aspira alla redenzione.
Il male nella sua concretezza visibile è il buio, quello dell’oscurità della selva infernale, dal quale sono bandite le stelle.
Essendo il male un concetto relativo, è naturale chiedersi come abbia fatto Dante a distinguere le varie specie di peccati, a determinare la gravità delle colpe e delle pene dell'Inferno. Dante seguì Aristotele, che distinse i peccati in ordine crescente di gravità: incontinenza, violenza e malizia; Infatti nei primi 5 cerchi dell’Inferno sono puniti i peccati di incontinenza, poi nel basso Inferno ci sono i pe…

Il rosso in "Rosso Malpelo" di Giovanni Verga di Alessandra Marinaccio

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ROSSO MALPELO:
Rosso Malpelo è il personaggio principale della novella e viene chiamato così per il colore dei suoi capelli. Infatti, un proverbio sacro del mondo popolare dice “rossu malu pilu”, questo era il soprannome dei bambini con i capelli rossi. Secondo questo pregiudizio i bambini con i capelli rossi erano cattivi e ribelli, una conseguenza di questo proverbio è l’emarginazione di Rosso Malpelo.
A questo proposito va evidenziato che in passato i bambini dai capelli rossi erano etichettati come i figli del sesso “impuro”, naturalmente ad oggi il significato del colore rosso è cambiato e più avanti ve lo spiegherò.

VERGA E ROSSO MALPELO:
Rosso Malpelo e Giovanni Verga pur vivendo in due condizioni socio-culturali differenti hanno in comune la maniera di porsi di fronte alla realtà sociale e al destino. Infatti, Verga proprio come Rosso Malpelo, attraverso l’esperienza dell’ingiustizia sociale acquisisce la consapevolezza della legge che determina i comportamenti umani:…

Montale e “la felicità raggiunta” - di di Rebecca Rossiello

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Il tema della felicità e dell'aspirazione umana verso di essa è stato trattato da molti poeti, tra cui Eugenio Montale.
Questo poeta ritiene che la felicità sia raggiungibile solo per pochi attimi, in cui la persona scopre un mondo di emozioni fin allora quasi sconosciute.
La poesia che meglio esprime questa concezione è “Felicità raggiunta”, appartenente alla raccolta “Ossi di Seppia” (1924), in cui il tema dominante è l'idea dell'esistenza come una corsa ad ostacoli, piena di difficoltà e di incertezze. In questo contesto l'uomo è solo e non può sperare nell'aiuto divino. Dio viene visto come una presenza indifferente alle vicende umane e addirittura nella poesia "Spesso il male di vivere ho incontrato" la felicità viene vista consistere nel raggiungimento della Divina Indifferenza, cioè di una condizione di assoluto distacco spirituale dal dolore.
Solo eccezionalmente gli eventi della vita possono aprire la porta ad uno spiraglio di speranza…

Ivanhoe di Walter Scott - di Cristiana Beta

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Il romanzo “Ivanhoe” è stato pubblicato nel 1820, scritto dal romanzista scozzese Walter Scott; è considerato il primo romanzo storico mai stato scritto. Trattandosi di un romanzo storico, questo libro presenta sia personaggi storici sia personaggi fittizi, tra cui il protagonista stesso.
Il romanzo si incentra soprattutto su dei temi culturali e politici dell’Inghilterra del tardo 12esimo secolo, dando rilievo ai contrasti presenti tra la nobiltà Normanna (insediatasi da circa soli centotrenta anni) e il ceto medio-basso anglo-sassone.
Introduzione: Il romanzo prende nome dal protagonista Wilfred di Ivanhoe, personaggio di cui sono narrate le vicende. Wilfred è un giovane cavaliere facente parte della bassa nobiltà anglo-sassone al servizio di Riccardo I dei Plantageneto di dinastia normanna.  Per via della sua decisione di abbandonare la terra nativa d’Inghilterra, per recarsi in Terra Santa assieme a Re Riccardo detto Cuordileone, Wilfred viene infatti diseredato dal padre Cedric.…